La cefalea tensiva
La cefalea tensiva: la più diffusaLa
cefalea tensiva o comune mal di testa è di gran lunga il problema più diffuso nella popolazione, tanto che si calcola che ne soffrano ogni anno oltre 21 milioni di persone, pari al 44.1 % di individui maggiori di 14 anni. In particolare di questi l'83% dichiara che la cefalea tensiva ha causato un dolore lieve o molto lieve; più raramente si tratta parlano di attacchi di mal di testa forte.
Per la sua diffusione e per la minore gravità dei sintomi, la cefalea tensiva è quella per la quale la maggior parte dei pazienti non ricorre all'intervento del medico.
Di solito meno grave e invalidante dell'emicrania, se è frequente, può tuttavia incidere negativamente sulla qualità di vita delle persone che ne soffrono.
Le principali
caratteristiche della cefalea tensiva sono:

dolore, lieve o moderato, localizzato in zona frontale o a livello della nuca
(zona occipitale);
dolore percepito come un peso o un cerchio alla testa;
può durare da mezz'ora a una settimana;
non peggiora con il movimento fisico;
migliora con attività e specifici esercizi rilassanti;
in genere non è associata ad altri sintomi, come nausea o vomito;
può essere accompagnata da fotofobia (il dolore è aggravato dalla luce) o fonofobia
(i suoni peggiorano il mal di testa). (1)
Nella cefalea tensiva, il dolore sembra essere scatenato sopratutto da una
tensione eccessiva e prolungata a livello dei
muscoli del capo e del collo, dovuta a stress, ansia o ad una postura errata.
Un'altra possibile causa, meno frequente, è rappresentata da problemi di origine odontoiatrica: una masticazione scorretta può causare una continua contrazione dei muscoli della mandibola e del collo e, quindi, dolore.
Studi recenti ipotizzano anche l'esistenza di una cefalea tensiva esclusivamente di origine psicologica.
La causa scatenante induce una contrazione continuativa dei muscoli intorno al capo determinando un danno a livello dei tessuti e quindi un processo infiammatorio.
Numerose sostanze, tra queste le prostaglandine, vengono rilasciate dalle cellule lesionate andando a stimolare le cellule nervose affinché trasmettano un segnale che, giunto al cervello, viene rielaborato e percepito come dolore.
Nelle persone che soffrono spesso di cefalea tensiva, i meccanismi di controllo di questo percorso non funzionano in maniera corretta. Questo provoca un'ulteriore contrazione muscolare determinando nuovamente uno stimolo doloroso e creando, quindi, un meccanismo che, se non viene interrotto, rischia di alimentsi e amplificarsi (6).
In questi casi può essere utile intervenire con un aiuto farmacologico che interrompa ai primi sintomi questo flusso.